
Il Festival dei Due Mondi di Spoleto inaugura una nuova era sotto la guida del direttore artistico Daniele Cipriani, con due eventi che hanno emozionato la città: “Elevazione spirituale” nel Duomo e l’incontro “Radici” al Teatro Caio Melisso.
Nel suggestivo scenario della Cattedrale gremita, musica sacra e parole toccanti si sono fuse grazie alla Nova Opera Orchestra e al Coro della Diocesi di Roma, diretti da Monsignor Marco Frisina.
Un momento particolarmente intenso sono state le letture interpretate dai detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto, che hanno dato voce a testi di Sartre e Papa Leone XIV sulla pace.
Al Teatro Caio Melisso, Cipriani ha svelato la squadra dei sogni per l’edizione 2026 (dal 26 giugno al 12 luglio): la superstar del pianoforte Beatrice Rana come consulente per la musica classica e il visionario regista Leo Muscato per opera e prosa.
La promessa? Un festival che guarda al futuro senza dimenticare le radici, con circa mille artisti internazionali, una nuova Academy per giovani talenti e un concerto imperdibile in Piazza Duomo il 3 luglio con un grande direttore d’orchestra di cui non è ancora stato rivelato il nome.
L’obiettivo di Cipriani è chiaro: trasformare il Festival in una manifestazione democratica ma d’eccellenza, dove tradizione e innovazione ballano insieme. Come ha detto lui stesso, Spoleto insegna che la modernità nasce dal dialogo con le proprie radici, creando ponti tra culture diverse.
Una città ideale dove l’arte unisce i mondi. Tutti e Due.
