
Riceviamo da Aurelio Fabiani per Casa Rossa e volentieri pubblichiamo:
di Casa Rossa
Il giorno 17 settembre alla sala Francesco Spitella della Casa Rossa si è dato vita al Coordinamento Spoleto per la Palestina. Il principio fondatore di questa nuova realtà è che senza liberazione e restituzione della propria terra ai palestinesi non ci sarà mai giustizia né Pace Palestina, perché una “pace” concessa dai colonizzatori, non sarebbe altro che la legalizzazione del processo di colonizzazione e di pulizia etnica del suprematismo sionista e dei suoi sostenitori, governi di USA UE e GB che ne hanno fatto il proprio gendarme nell’ area medio orientale.
Il coordinamento perciò nasce allo scopo di sostenere con ogni mezzo possibile la lotta di liberazione del popolo palestinese. Appoggiamo ogni iniziativa di aiuto e solidarietà con esso ma con la consapevolezza che l’ aiuto umanitario di per se non è sufficiente a fare giustizia e a portare pace in Palestina. Esso è importante ma non basta.
COORDINAMENTO SPOLETO PER LA PALESTINA
Segue comunicato:
Il COORDINAMENTO SPOLETO PER LA PALESTINA nasce dalla necessità di unire gli sforzi di tutti coloro che negli ultimi due anni hanno promosso nel nostro territorio, iniziative a sostegno della lotta di liberazione del popolo palestinese contro l’occupazione coloniale dello stato sionista di Israele, stato di cui sono stati promotori e sostenitori dal 1948, i paesi della NATO, USA, UE E GB, interessati ad avere nel medio oriente un avamposto, con funzione di gendarme nell’area.
La propaganda sionista e dei paesi dell’alleanza militare della NATO, vorrebbe far credere che la guerra in Palestina abbia avuto inizio il 7 ottobre. Nulla di più falso! Una disinformazione creata per giustificare l’ingiustificabile, lo sterminio in atto del popolo palestinese, vista la resistenza dello stesso alla deportazione. La realtà è che i massacri subiti dai palestinesi sono avvenuti fin dall’inizio del secolo scorso, per diventare pratica sistematica a partire dalla fondazione dello Stato di Israele 77 anni fa.
Un aiuto concreto, in ogni forma possibile, è quello che vogliamo dare alla lotta del popolo palestinese, e in questo senso ci sono da esempio i portuali di Genova che hanno bloccato l’imbarco di armi italiane (e non solo), dirette allo stato criminale e terrorista di Israele.
Il governo italiano della Meloni è complice attivo del genocidio in atto perpetrato da Israele. Gran parte dell’opposizione parlamentare si muove su un terreno politico ambiguo e precario, tentando un equilibrio dalla dubbia morale e continuando a coltivare rapporti con Israele, e a sostenere i produttori di armi che alimentano le guerre in Israele come in Ucraina.
Impedire la vendita di armi italiane come quelle della lobby capitalista “Leonardo”, fornite con la regia politica del governo Meloni (come ogni altra iniziativa che vada in questa direzione), è un aiuto reale per fermare oggi, deportazione e sterminio, dando forza alla Resistenza e alla guerra di Liberazione.
In Palestina è in atto una pulizia etnica, di triste memoria. Guidati da una ideologia suprematista religiosa “Am Yisrael” che fa il paio con il “Got mit uns” nazista (Dio è con noi), i sionisti oltre alla conquista della Palestina, ambiscono al controllo militare ed economico di tutto il Medio Oriente.
Ma tutto ciò che gli è stato possibile fare fino a ora, e che gli sarà possibile fare in futuro, sarà solo col sostegno decisivo, indispensabile, del blocco imperialista a guida NATO (USA GB UE) e con la complicità delle borghesie arabe che hanno scelto al posto del sostegno del popolo palestinese, gli affari e i guadagni dello scambio commerciale con l’occidente, Un’ alleanza militare che ha dato prova in ogni angolo del pianeta della sua aggressività nell’ imporre gli interessi economici del capitalismo occidentale e dalla quale dobbiamo fare in modo che l’Italia esca prima possibile. Per sostenere la Palestina sarà perciò necessario battersi contro le politiche di riarmo della UE finalizzate a un nuovo orizzonte di guerra. Sono scelte che si integrano e ripropongono un nuovo protagonismo neocoloniale europeo in appoggio al sionismo ma anche al governo banderista ucraino.
Diviene perciò fondamentale a fine di un esito vittorioso della lotta di Liberazione del Popolo Palestinese, battersi con forza anche contro chi protegge e arma Israele, ovvero, USA, GB, UE e NATO.
Non ci possiamo fermare solo all’aiuto umanitario e alla solidarietà, necessaria ma non sufficiente (siamo con la “global sumud flottilla” e sarà sciopero generale se verranno toccati dai terroristi di Tel Aviv, ma non basta), perché senza giustizia nessuna pace è possibile. E in Palestina ciò significa garantire il diritto al popolo palestinese a riavere la propria terra.
Da subito daremo vita a iniziative di controinformazione, vista la barbarie con la quale larghissima parte dei media nasconde i massacri e li giustifica, una cosa rivoltante, mai vista in modo così esplicito, dall’ultimo dopoguerra, negli ultimi 80 anni. Un’informazione al guinzaglio di chi governa è pura disinformazione e propaganda interessata.
SAREMO PERCIO’ DA ORA! NELLE PIAZZE A GRIDARE, IL MASSACRO E’ INIZIATO NEL 1948. ORA SIAMO ALLA SOLUZIONE FINALE, LO STERMINIO.
PALESTINA LIBERA!