di Antonello Briguori
Questo di Lisci è uno dei rintocchi della campana. Personalmente ho un’altra chiave di lettura e lo dico in modo duro, ma con spirito costruttivo. La realtà può essere diversa da quella che uno vorrebbe o si immagina che sia.
Ieri sera, alla festa dell’Unità a Baiano di Spoleto, è andata in scena la sanità.
Copione già noto nei contenuti e nella struttura, adatto per qualsiasi schieramento e qualsiasi argomento (sanità, trasporti, infrastrutture, scuola, ecc ….).
Un lavoro facile; si mettono in evidenza le disfunzioni del sistema, che i cittadini conoscono bene perché le vivono quotidianamente sulla loro pelle, e si prendono solenni ed astratti impegni.
Intendiamoci, non ci si poteva certo aspettare che si scendesse nel dettaglio su cosa fare, ma sarebbe stato già tanto se si fosse riconosciuto che tutto è peggiorato con l’aziendalizzazione, la commistione pubblico privato, l’insuperato problema del miope egoismo dei territori.
Invece nulla, perché incapaci di uscire dal perimetro di un sistema che è il vero malato, figlio di quel pensiero unico che impedisce l’emergere di una cultura “altra” ed alternativa a quella dominante.
Per dirla tutta una festa, quella del PD spoletino persino preoccupante per gli evidenti ammiccamenti pre elettorali con chi fa della aziendalizzazione un dogma, siede in Consiglio Comunale nei banchi dell’opposizione ed a livello nazionale strizza l’occhio al Governo.
Niente male!
Un ragionamento, il mio che guarda anche ad un aspetto fondamentale che pure, ieri sera, è stato posto, anzi mal posto: la prevenzione.
Parafrasando Pascoli, qualcosa di nuovo, anzi di antico.
Con un orologio in ritardo di soli 48 anni (23 dicembre 1978 Legge n. 833, Istitutiva del S.S.N.) si propone un concetto di salute incentrato sul benessere e non sulla malattia, e dunque sulla importanza della prevenzione PRIMARIA oltre che della diagnosi e terapia.
Bene, si dirà.
Cosa hai da criticare tu che da 48 anni, appunto, hai sempre parlato, inascoltato, di prevenzione PRIMARIA ?
Due sono le critiche entrambe dello stesso contenuto ideologico.
Primo: è grave limitarne il concetto ai soli fattori di rischio individuali (obesità, sedentarietà, fumo, consumo di alcol ecc) senza neppure accennare a quelli collettivi (inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo, … ecc)
Secondo: la sua medicalizzazione.
Nessun accenno alla PARTECIPAZIONE dei cittadini al governo della salute, che pur protagonisti non vengono scritturati neppure come comparse.
Non i medici, ma i cittadini, singoli ed associati sono i protagonisti, rispettivamente, della rimozione dei fattori di rischio individuali e collettivi e della promozione di stili di vita e di un ambiente sano.
Infine sulle questioni delI’Ospedale di Spoleto, oltre ad un rinvio, a babbo morto, leggi Piano Sanitario Regionale, scritto partendo da rapporti di forza tra i territori, falsati dal ridimensionamento del San Matteo, avvenuto SEI ANNI FA, e che quindi sarà, gioco forza, fortemente penalizzante per Spoleto, occorre anche stigmatizzare come il Punto Nascita del San Matteo sia completamente scomparso dai radard del PD.
Sarà un caso ?
