di Antonio Briguori
Un amministratore di un gruppo fb, dove inoltro i miei comunicati sulla lotta per l’Ospedale San Matteo, mi ha bloccato ed ha limitato nel prossimo futuro il numero dei miei comunicati.
Non ne sono irritato, in fondo sono ospite a casa d’altri, ed anzi confesso di essere lusingato.
Evidentemente quello che scrivo, non è condiviso e da fastidio ed io adoro rompere.
Comunque i follower di quella pagina, se vorranno sapere cose che pochi altri gli diranno, dovranno rivolgersi altrove. dal momento che non offro il mio pensiero a chi fa censura.
Mi irrita invece, perché è casa mia, il silenzio assordante del Consiglio Comunale di Spoleto sulle questioni dell’Ospedale.
L’italiano è una lingua che sa esprimere anche le piccole sfumature e dunque i Consiglieri Regionali, che sono tra i pochi che conoscono la bozza del redigendo PSSR, nell’essere tutti concordi nel chiedere la deroga affinché il nostro Ospedale venga riconosciuto DEA di I Livello, ci stanno dicendo che in quella bozza l’Ospedale di Spoleto non è DEA di I Livello.
Forse che il progetto di Presciutti, di una rete con soli 4 Ospedali DEA di I Livello, tra i quali non vi è Spoleto, non è ancora definitivamente tramontata ?
Che il Presidente della Provincia di Perugia non ne sia la mente ma solo un temerario esploratore?
Non solo per questo motivo è URGENTE che il Consiglio Comunale intervenga NUOVAMENTE ed ufficialmente nel chiedere che la questione Spoleto venga affrontata PRIMA dell’adozione del PSSR.
Se si tace ora, dopo potrebbe essere tardi: gli altri territori hanno un peso politico maggiore del nostro.
Si dirà che il Sindaco l’ha già detto, ma Andrea Sisti non è il Consiglio Comunale ed io voglio sapere che cosa ne pensa non solo la maggioranza, e su tutti, segnatamente, il gruppo del PD, ma anche i partiti di minoranza, portatori di un’enorme fetta di responsabilità.
Personalmente ritengo che se si uscisse dalla logica della “coperta corta“ per la quale Spoleto deve dare 5 dei sui 50 euro a Foligno, che deve farne 505, si potrebbe trovare una soluzione vantaggiosa per tutti.
Ma occorrerebbe, un modo assolutamente diverso di affrontare le questioni della sanità: una “cultura altra”.
Un grande medico come il Prof. Gianni Barro, alto funzionario della Regione Umbria, avrebbe saputo indicare la strada, ma la sua eredità, e quella dei Seppilli (Alessandro), Briziarelli, Mori e Modolo, anche se non più neppure raccontata da nessuno, a dispetto degli aziendalisti, circola ancora !
Antonello Briguori
