Riceviamo da Casa Rossa questo lungo comunicato e volentieri lo pubblichiamo pure se l’autore si ostina ad usare lo stampatello anche quando se ne può fare a meno.
ALL’ OSPEDALE SAN MATTEO DI SPOLETO, L’ UNICO PUNTO NASCITA IN ITALIA CHIUSO CON 500 PARTI.
LA RIAPERTURA È DOVEROSA.
Oggi cominciamo con i numeri.
Come i medici più seri ripetono in ogni circostanza, il numero dei nati di per se non garantisce la sicurezza, sono altri i fattori decisivi: l’ organizzazione del reparto e i servizi di emergenza presenti e funzionanti h 24. Così è in tutta Europa, dov’è il numero dei parti non è un parametro di riferimento.
Ma stiamo al gioco e vediamo questi numeri.
I numeri dei parti antecedenti la chiusura erano a Spoleto 505 nel 2018 e 498 nel 2019.
Solo per fare un esempio, al solo scopo di mettere a nudo la natura politica della chiusura del Punto nascita del San Matteo ( e non certo per mettere in discussione il diritto di questi territori ad avere il loro Punto nascita), Orvieto 424 nel 2018, 409 nel 2019, Branca 365 nel 2018 475 nel 2019.
Nel 2020, dichiara l’ assessore Coletto a domanda di De Luca, erano 452. Ipotizzando lo stesso trend nei 70 giorni di chiusura 2020, si sarebbe arrivati a 559.
In ogni caso un ospedale con una media parti superiore a quella stabilita dalla politica aziendale.
In Italia, le fonti più aggiornate parlano di 395 Punti nascita di cui 96 con deroga, quindi al di sotto ( alcuni anche di molto) del muro aziendale dei 500 parti.
Siccome tutte le fonti dicono che non ci sono punti nascita chiusi in Italia con più di 500 nati, la domanda è: come hanno fatto a chiudere il Punto nascita di Spoleto?
CON UNA CAROGNATA! Col cavallo di Troia del COVID, costruendo con la scelta politica di chiudere l’ ospedale di Spoleto una rappresentazione falsa della realtà.
MiBasta leggere quanto diceva la REGIONE stessa per capire quante manovre sono state fatte per realizzare questo atto di violenza contro la popolazione di Spoleto.
“a seguito del controllo periodico che la Direzione regionale Salute e Welfare effettua sul numero dei parti nei rispettivi punti nascita, è emerso che dal 2019 il numero dei parti del Punto nascita di Spoleto stava scendendo sotto i 500 parti l’anno. La Direzione quindi – ricostruisce la Regione -, con una nota ufficiale del 9 ottobre 2020, ha presentato al Ministero (Comitato percorso nascita) la richiesta di deroga per i Punti nascita, tra cui Spoleto. Il Ministero successivamente ha comunicato alla Regione Umbria il parere positivo alla deroga per il Punto nascita di Spoleto limitata ad 1 anno, con scadenza dicembre 2021, a condizione che la Regione Umbria, entro 15 giorni,) fornisse relazione dettagliate sul numero delle ostetriche presenti, nonché le modalità adottate per il reclutamento del personale mancante con un cronoprogramma di attività. Prontamente a fine gennaio 2021, la Regione Umbria ha trasmesso al Ministero una relazione dettagliata fornita dalla USL 2 (prot. n. 20119 del 28 gennaio 2021), in base a quanto stabilito dalla deroga ministeriale”.�
Ci rendiamo conto: “stava scendendo”, una frase indeterminata per nascondere la verità e cioè che i 500 parti c’ erano prima della chiusura. È vergognoso, non si può neanche sentire.
È UNA PORCATA E L’ HANNO FATTA!
1) La Regione chiude l’ Ospedale. 22 ottobre 2020 e crea le condizioni perché a Spoleto non si nasca.
2) La Regione chiede la deroga per il Punto nascita per Spoleto perché: “STAVA SCENDENDO SOTTO I 500 NATI”
3) La deroga viene concessa per un anno, ma la Regione deve indicare cronoprogramma delle attività e reperire il personale mancante.
4) La Regione, il 10 giugno 2021, quando riapre il San Matteo, non riapre il Punto nascita.
5) E con questo il governo regionale crea le condizioni per non rinnovare la deroga. Senza Punto nascita, non ci sono nati, non c’ è cronoprogramma delle attività e non non c’ è personale.
SI CHIAMA TRUFFA!
E IL SAN MATTEO DI SPOLETO DIVENTA L’ UNICO OSPEDALE IN ITALIA CON PIÙ DI 500 NATI, AD ESSERE CHIUSO! QUESTA È LA VERITÀ, CHIARA E PER QUESTO NASCOSTA.
Poiché così stanno le cose, e le cose stanno così, la nuova Giunta regionale della Proietti, deroga o non deroga, o riapre il Punto nascita di Spoleto o si accoda ai maneggio del governo Tesei.
Perciò deve portare a Regime i suoi impegni! Niente alibi di fronte a fatti così gravi. O li annulli o sei come loro.
Chiediamo pertanto, come Casa Rossa e anche come Comitato di Strada per la salute pubblica di cui siamo parte, come scritto nel programma elettorale della coalizione
vincente e come approvato dal Consiglio comunale nel dicembre 2023,
l’immediata riapertura di tutti reparti chiusi e non più riaperti nel 2020, e un
tempo di riavvio della macchina ospedaliera pari almeno ai 5 anni che
sono serviti a devastarne funzionalità fondamentali e ruolo nella rete di emergenza urgenza.
ASSOCIAZIONE CULTURALE CASA ROSSA

