di Aurelio Fabiani
La mobilitazione di ieri per la RIAPERTURA DI TUTTI I REPARTI E SERVIZI DELL’OSPEDALE DI SPOLETO chiusi dal governo di Centro Destra della Tesei nell’ ottobre 2020, è stato un momento importante di una battaglia sociale, di giustizia ed equità dei diritti di Nascita, soccorso e cura oggi negati ai territori della Valle Spoletana, della Valnerina e del Nursino Casciano.
Partecipazione importante, determinati come sempre e segnali per me significativi che vado a indicare.
In conseguenza dell’ iniziativa dei 4 Comitati, hanno chiesto la parola il Direttore artistico del Festival Daniele Cipriani e, il Sindaco di Spoleto Andrea Sisti e la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.
Il saluto che ha voluto portare Cipriani all’ iniziativa non è quello che avevamo richiesto, ma a mio avviso va apprezzato, ci ha messo la faccia, e ha espresso solidarietà alla nostra lotta. I paragoni col passato vanno fatti ovviamente ma ricordando che il contesto politico degli anni 70/80 era totalmente diverso dall’ attuale e decisamente più favorevole.
In quanto alla richiesta di intervento da parte del Sindaco e della Presidente della Regione, possiamo definirli interventi difensivi, di cui va colto il segnale.
Che hanno detto? Assolutamente nulla di nuovo, hanno raccontato quello che avrebbero fatto e nascosto il dato principale, e cioè che il governo regionale ha pieni poteri in materia di sanità e poteva già da tempo abolire la delibera 1399 con la quale è stato smontato il San Matteo di Spoleto come DEA di 1 livello.
Quale sarebbe allora il segnale da cogliere?
La loro preoccupazione. Il timore che la indomabile iniziativa popolare sia fortemente corrosiva dei consensi politici avuti in passato.
Un segnale questo che da conferma, che siamo sulla Strada giusta. La mobilitazione popolare Senza tregua che crea difficoltà al sistema di potere, ai suoi equilibri, alle sue prospettive future, costringendolo a fare i conti con un territorio in cui i cittadini con le loro richieste e la loro iniziativa corrosiva, diventano elemento non prescindibile.
La storia, anche recente, ci insegna che le menzogne si pagano sempre. Per cui avendo la Regione i pieni poteri in materia di sanità pubblica, deve procedere immediatamente a dare atto di legge, a quanto promesso in campagna elettorale per avere quei poteri di cui ora dispone.
Aurelio Fabiani
Casa Rossa Spoleto
