L’ALCHIMIA DELLO SPERIMENTALE

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Dido and Aeneas
Se Purcell va al Liceo (e spacca tutto!)

Dimenticate le parrucche polverose e il timore reverenziale che spesso accompagna l’opera barocca. Il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto ha inaugurato l’80a stagione con un’operazione che definire “sperimentale” è quasi un eufemismo: un vero e proprio salto nel vuoto, o meglio, un’alchimia perfettamente riuscita tra il passato di Henry Purcell e il presente di Riccardo Panfili.
L’idea di partenza era folle quanto affascinante: completare le parti mancanti del libretto di Dido and Aeneas non con una pallida imitazione “in stile”, ma affidando il compito a un compositore contemporaneo. Riccardo Panfili, che giocava in casa essendo ternano, ha accettato la sfida creando una musica libera e personale che dialoga con il barocco senza mai scimmiottarlo.
Il risultato? Un “passaggio fantasmagorico” dove non ti accorgi nemmeno di essere scivolato dal Seicento ai giorni nostri.
Ma la vera sorpresa è stata la regia di Tommaso Maggi. Al suo debutto nell’opera, Maggi ha spazzato via ogni classicismo per catapultarci in un liceo femminile distopico. In questo scenario, l’amore tra Didone ed Enea sboccia tra i banchi di scuola, in un clima da dittatura del pensiero unico dove le temibili streghe diventano… il preside e i professori di ginnastica e latino!
Una scelta coraggiosa che trasforma un mito astratto in una storia di sentimenti e opposizione politica terribilmente attuale.
Il “maestro dei rischi” Marco Angius ha guidato l’orchestra con la consueta maestria, gestendo una partitura complessa dove gli strumenti moderni di Panfili penetravano nella struttura barocca di Purcell in modo fluido e sorprendente.
Standing ovation meritatissima per tutti! Il pubblico ha tributato un lunghissimo applauso, sancendo il successo di quella che Panfili ha definito una “seduta spiritica collettiva” o “filologia 2.0”.
Bravi tutti:
  • cantanti dello Sperimentale, che hanno affrontato registri vocali fluidi con una freschezza invidiabile;
  • Il coro, sistemato con intelligenza in buca, che ha dato corpo e anima al racconto;
  • L’orchestra, impeccabile nel mescolare i due mondi sonori;
  • La regia, le scene (firmate da Fabrizio Visconti), i costumi e le luci, che hanno creato un’atmosfera distopica e poetica indimenticabile.
Un avvio di stagione col botto per lo Sperimentale. Se queste sono le premesse, ne vedremo delle belle.

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