EUMENIDI

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Oreste è salvo

di Sandro Costanzi

Le Eumenidi, introdotte prima nel cimitero monumentale di Spoleto e poi realizzate nella basilica di San Salvatore ivi posta, costituiscono uno spettacolo site specific in esclusiva per il Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Daniele Cipriani  quindi , in continuità con il M° Gian Carlo Menotti, ripropone per Spoleto 69 spettacoli nati e concepiti in loco e ne cura l’assoluta esclusività. Anche questa è la specificità delle Eumenidi  della regista Serena Sinigaglia la quale  ha guidato Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan e Debora Zuin in un’avventura teatrale che diviene partecipazione e coinvolgimento umano con il pubblico.

Le scene di Maria Spazzi e i costumi di Emanuela Dall’Aglio sono esaltati dalle luci di Alessandro Verazzi e nei cori di  Francesca Della Monica.

Ritualità e sacralità conducono lo spettatore alla basilica di San Salvatore: il favore della notte accende le fiaccole nell’antico cimitero cittadino e accompagna il passo in una lenta e silente processione.

Ultima tappa la solenne scalinata che conduce alla basilica; la rude classicità tardo antica introduce tra i vissuti capitelli corinzi in una dimensione mitica  ed etica , centrata sulla mai spenta domanda su ciò cosa sia, o meno, giusto.

Oreste uccide, spinto da Apollo , la madre Clitennestra ; intervengono le Erinni a vendicare il matricidio in nome di valori universali e condivisi. Oreste chiede il patrocinio di Atena  e ottiene da Apollo una testimonianza a suo favore, ma le Erinni ancora persistono nella propria sete di vendetta.

La saggia Atena si vede quindi costretta a istituire una giustizia superiore che non legittimi la vendetta né semini cicli d’odio nella comunità. Atena espone le proprie ragioni, centrate sull’armonia sociale, le Erinni le proprie, di antiche origini ancestrali, Oreste è nel mezzo; il tribunale cittadino è scisso a metà e non giunge ad alcuna conclusione.

Sarà il voto di Atena a salvare Oreste, sarà sempre Atena ad armonizzare in forze benefiche per la comunità le Erinni , le quali diverranno Eumenidi.  Eschilo nell’Orestea testimonia quindi un cambiamento assai complesso all’interno dell’antico paganesimo greco.

Ritualità e sacralità in una recitazione solenne, partecipata e corporale, corale ma contrappuntistica, associata al canto prima interrotto delle Erinni e poi armonizzato delle Eumenidi. Lo spettatore ora è cittadino, ora è giudice, ma in ogni caso personalmente interpellato sulla giustizia.

Sandro Costanzi

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