Ricevo da Alleanza civica Spoleto e volentieri pubblico:
Bilancio, confronto negato e partecipazione ridotta a una farsa: l’Amministrazione
Sisti calpesta trasparenza e democrazia
Oggi Partito Democratico e Movimento 5 Stelle hanno fatto mancare il numero legale per
la discussione delle tariffe TARI. L’ennesimo episodio che mette in luce le tensioni e le profonde divisioni all’interno della maggioranza.
È la conferma di quanto denunciamo da tempo: questa Amministrazione continua a dimostrare improvvisazione, scarsa programmazione e un metodo di governo chemortifica il confronto democratico.
La convocazione della Commissione consiliare Bilancio per la salvaguardia degli
equilibri di bilancio, alla quale si è aggiunta anche la discussione delle tariffe TARI, fissata nella giornata di lunedì 1 ora prima del Consiglio comunale, rappresenta l’ennesima forzatura di un’Amministrazione che pretende di approvare atti fondamentali per la città senza consentire un confronto serio, approfondito e rispettoso dei ruoli istituzionali. Un copione già visto lo scorso anno, che dimostra come non si tratti di un episodio isolato, ma di un metodo ormai consolidato.
Altro che programmazione e condivisione. L'Amministrazione Sisti continua a trattare il bilancio e gli atti più importanti come semplici pratiche da ratificare in fretta, comprimendo i tempi del confronto e svuotando di fatto il ruolo delle Commissioni consiliari e del Consiglio comunale. Una gestione arrogante e miope, che considera il dibattito democratico un ostacolo anziché un valore.
La domanda è semplice: cosa si vuole nascondere dietro questa continua corsa
contro il tempo? Perché impedire un confronto adeguato su scelte che incidono
direttamente sul futuro della città? Oppure siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una Giunta incapace di programmare e costretta a rincorrere continuamente le scadenze?
Qualunque sia la risposta, il risultato politico non cambia: siamo di fronte a
un’Amministrazione che, ancora una volta, dimostra di non essere all’altezza del ruolo che ricopre.
Ancora più grave è che questo atteggiamento non riguardi soltanto il rapporto con il Consiglio comunale, ma coinvolga anche il mondo economico e sociale della città.
La netta presa di posizione delle associazioni di categoria conferma che le nostre
denunce non sono affatto isolate.
Le associazioni non possono essere convocate come semplici comparse per ratificare decisioni già assunte. Il confronto non può ridursi a un adempimento formale, convocato a ridosso delle scadenze e privo dei tempi necessari per incidere realmente sulle scelte.
La loro protesta evidenzia il fallimento di un modello amministrativo chiuso, che preferisce imporre decisioni dall’alto invece di ascoltare chi ogni giorno contribuisce alla crescita economica e sociale della città.
Il sindaco Sisti continua a governare con una logica da uomo solo al comando, mentre la maggioranza rinuncia al proprio ruolo di indirizzo e controllo, limitandosi ad approvare ogni decisione della Giunta.
Emblematico, in questo senso, il comportamento del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle: tante dichiarazioni di facciata, ma nei fatti nessuna reale presa di distanza, con un sostegno costante e compatto a tutte le scelte dell’Amministrazione.
A meno che lunedì non decidano, seppur tardivamente, di prendere le distanze dal sindaco Sisti. In caso contrario, le prese di posizione di queste ore rischiano di apparire come semplice propaganda, nel tentativo di recuperare credibilità in vista della prossima tornata elettorale.
Spoleto merita molto di più. Merita istituzioni aperte, trasparenti e rispettose dei cittadini e
dei loro rappresentanti. Merita un'Amministrazione capace di ascoltare, coinvolgere e
costruire insieme alla città le scelte strategiche per il futuro.
Chi governa non può avere paura del confronto: deve considerarlo un dovere. Per questo continueremo a denunciare con determinazione questo modo di amministrare, perché trasparenza, partecipazione e rispetto delle istituzioni non sono concessioni della maggioranza di turno, ma pilastri irrinunciabili della democrazia.
Chi li mette in discussione dimostra di non comprendere il significato più profondo del ruolo pubblico che è chiamato a svolgere.
Alessandra Dottarelli
Gianmarco Profili
