Di Antonio Briguori
Dopo l’audizione dei Comitati in difesa dell’Ospedale di Spoleto da parte della Terza Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, il Consigliere Stefano Lisci ha rilasciato un comunicato nel quale riferisce la condivisione, da parte dei Consiglieri presenti, sulla necessità che all’Ospedale di Spoleto venga riconosciuta la deroga per il mantenimento del DEA di I livello e che siano ripristinati i reparti e i servizi presenti prima della pandemia.
La cosa che apparentemente sembra positiva, in realtà deve preoccuparci.
Non conosciamo infatti il testo del redigendo Piano sanitario Regionale, che è invece noto ai Consiglieri Regionali, generando così il sospetto che chiedere la deroga significhi che, nella nuova, ipotizzata, organizzazione della rete ospedaliera regionale, quello di Spoleto non sia più riconosciuto, come ospedale sede DEA di I Livello.
Una situazione che fino ad ora non era stata messa in discussione.
L’Ospedale di Spoleto è, infatti, a tutt’oggi ufficialmente classificato come DEA di I Livello e non c’è dunque bisogno di chiedere alcuna deroga, ma chiederne il mantenimento.
Farlo sarebbe come accettare che sia già stato riclassificato e declassato.
Occorre invece evitare che venga portato in Consiglio Regionale un testo che lo preveda, rigettando questa ipotesi fin dal suo nascere.
Chiedere la deroga significherebbe ammettere che i giochi contro Spoleto sono già stati fatti, ma così non è e non deve passare
