di Sandro Costanzi
La LXIX edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, diretta con memoria e innovazione da Daniele Cipriani, si conclude con poesia ed energia.
La poesia è data da due spettacoli altamente raffinati , ovvero il Concerto mistico e Dancing with Bob, l’energia invece è conferita dal Concerto finale di domenica 12 luglio 2026. Sabato 11 luglio, presso la chiesa-teatro di San Simone, il duo di violoncelli composto da Mario Brunello e da Giovanni Sollima ha commosso il pubblico esplorando le molteplici possibilità espressive armoniche e melodiche del violoncello.
I due musicisti sono andati ben oltre la tecnica- e di tecnica c’è ne era davvero tanta e ben eseguita- oltre la complessità tecnica fino a raggiungere il cuore umano in ogni sua passione sia terrena che spirituale.
Il duo Brunello-Sollima ha interpretato trascrizioni per due violoncelli tratte da Gregorio di Narek ( Canti tradizionali armeni), Valentin Syl’vestrov ( 8. VI. 1810…per la nascita di R. A. Schumann e 25.X. 1893 …in memoria di P.I. Čaikosvskij ), Giovanni Sollima ( The Hunting Sonata), Anonimo (Danza tradizionale per due violoncelli), Alexander Knaifel ( Lux Aeterna, per due salmodianti).Come bis di chiusura la trascrizione per due violoncelli di un antico Kirie ortodosso. Un repertorio davvero inedito ma adatto a questo tipo di duo; insomma una carezza per l’anima.
Sabato 11 luglio e domenica 12 luglio 2026 , presso il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, si è esibita la Trisha Brown Dance Company in Dancing with Bob ove l’avanguardia si è innalzata poesia, anche perché ha saputo coinvolgere insieme arti visive, musica e danza. In Set and reset ( 1983) sulla musica di Laurie Anderson Lomg time no see, sottostanti a dei solidi geometrici ove si adattava alla forma un video in bianco e nero, si svolgeva una coreografia composta da incontri e distacchi.
In Travelogue , su Telephones and birds di John Cage, i danzatori , indossando calzamaglie policrome in netto contrasto con un fondale rosso, hanno suggerito agli spettatori le interferenze di volatili canterini nel mezzo di comunicazioni telefoniche in atto; vanno menzionati i due musicisti Kirstin Kapusitk e Mike Steele. I danzatori : Savannah Gaillard, Bur Johnson, Claude Johnson, Catherine Kirk, Asheley Merker, Patrick Needham, Jennifer Payán, Spencer Weidie e Deniz Sancak.
E dopo cotanta e sublime poesia una degna sferzata di energia con il Concerto finale in Piazza Duomo, domenica 12 luglio 2026 : Gian Andrea Noseda ha diretto la Filarmonica del Teatro Regio di Torino ; di Gian Carlo Menotti l’Ouverture da Amelia al ballo , di Leonard Bernstein le Danze sinfoniche da West side story , di Antonin Dvořák la IX Sinfonia in Mi minore op. 95 Dal nuovo mondo, di Giuseppe Verdi l’Ouverture da I vespri siciliani ( bis). Prima del concerto è stato conferito da Isabella Rossellini il premio Carla Fendi a Charles Chemin, direttore di The Watermill Center costruito e fondato da Bob Wilson per il dialogo delle arti. Bob Wilson , innovatore e inventore del teatro contemporaneo, venne a Spoleto la prima volta nel 1974 e da allora sono seguite altre sue quindici partecipazioni al Festival.
Spoleto 69 è stato concepito da Daniele Cipriani come fecondo sacello di memorie , anzi di radici : da Vanessa di Samuel Barber su libretto di Gian Carlo Menotti, fino ad Amelia al ballo di Gian Carlo Menotti, prima opera dello stesso compositore, e Leonard Bernstein , che il Maestro conobbe con Samuel Barber , suo compagno di vita dal 1928 fino al 1958, al Curtis Institute of Music di Philadelphia. Queste le radici di Gian Carlo Menotti celebrate nella appassionante maratona musicale svoltasi presso Casa Menotti la notte e il giorno del 7 luglio, genetliaco del Maestro Menotti, onorato dai giovani talenti de : l’Accademia musicale chigiana; l’Accademia nazionale di Santa Cecilia, l’Accademia Stauffer di Cremona, il Conservatorio Francesco Morlacchi di Perugia.
Spoleto 69 oltre ad avere il primato dei biglietti venduti e di tanti spettacoli sold out, site specific, prime assolute o comunque europee o nazionali, ha avuto a prescindere il primato delle emozioni. Le Radici di Spoleto 69 cederanno il passo alle Visioni di Spoleto 70 : dal 25 giugno a l’11 luglio 2027.

